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Dolce o amaro? La guida definitiva allo zucchero nel caffè
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Sul modo di bere il caffè con o senza zucchero ci sono ogni volta accese discussioni con divisioni come quelle presenti nelle tifoserie più accese. Tra chi sostiene la purezza del bere il caffè senza zucchero a chi ne fa una questione di gusto a chi pone l’accento sull’aspetto salutistico; insomma, la discussione è particolarmente variegata. Vediamo di fare un po’ il punto della situazione così che poi ciascuno abbia gli elementi per bere il miglior caffè possibile: come meglio creda.
Nel caffè c’è già lo zucchero
Dal punto di vista prettamente “tecnico” all’interno del caffè lo zucchero c’è già. Nelle diverse miscele c’è una differente concentrazione di zucchero. Nell’Arabica, per esempio, c’è l’8% di zucchero e per questo è considerata la miscela più “dolce”. La Robusta, invece, ha il 5% di zucchero che la rende più amara ma anche più corposa per effetto della maggiore percentuale di caffeina presente.
Lo zucchero fa male?
C’è poi tutta l’annosa questione dell’eccesso di zuccheri che da diversi anni si registra nell’alimentazione, specialmente occidentale. Gli elevati livelli di zuccheri possono far aumentare la glicemia (e quindi aumentare il rischio di contrarre il diabete), favorire lo sviluppo del colesterolo, così come andare incontro a un aumento di peso (con rischi di obesità). La questione è però più delicata e complessa di quanto si possa ridurre a una semplice posizione favorevole o contraria sullo zucchero. Anche perché, per quel che riguarda il caffè, molto dipende anche dal numero di caffè che ogni giorno si consuma. Così come dallo stato di salute e i fattori di rischio di ogni persona. Certo è che sullo zucchero, così come su altri alimenti, è sempre utile prestare attenzione e maturare una consapevolezza formata.
Mettere lo zucchero nel caffè: perché sì, perché no
A questo punto ritorna la domanda: perché mettere lo zucchero nel caffè? E perché non farlo? Molto semplicemente la decisione di mettere lo zucchero nel caffè dipende, innanzitutto, da una questione di gusto. C’è a chi piace così e farne un motivo di giudizio o derisione non ha molto senso. Ma oltre a questo non c’è nessun altro motivo per decidere di aggiungere un pizzico, una bustina o un cucchiaio di zucchero.
Sono invece molte di più le ragioni per non farlo. La prima motivazione è che c’è il rischio di aggiungere alla tazzina troppo zucchero e quindi di ingerire in proporzione poco caffè. Negli ultimi anni molte delle bustine monoporzione presenti sui banconi dei bar sono più piccole rispetto al passato, ma anche queste rischiano di alterare l’equilibrio tra caffè e zucchero. Mediamente, infatti, ogni tazzina ha 20-25g di caffè di cui la maggior parte è acqua e solo una piccola parte estratto del caffè. Quindi anche soli 3 grammi di zucchero sono quantitativamente di più del caffè bevuto.
C’è poi l’argomentazione forse più importante: lo zucchero altera il profilo del caffè. Chi usa lo zucchero lamenta che, altrimenti, il caffè risulterebbe troppo amaro. Ma quell’amarezza è in realtà parte delle caratteristiche del caffè. Andare a inserire altro potrebbe essere considerato inutile o addirittura controproducente. Questo vale ancora di più con gli speciality coffee, ovvero tutti quei caffè preparati con varie tecniche e prestano attenzione alla tostatura, alla macinatura e all’estrazione del caffè.
Insomma, il caffè andrebbe bevuto senza zucchero. Ma chi vuole continui a gustarlo così; il consiglio che possiamo dare è quello di provare a rinunciarvi. All’inizio il sapore risulterà più difficile e spiacevole, ma poi si arriverà ad apprezzare tutti gli elementi caratteristici di un buon caffè.




